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La disciplina sulla riscossione,
già contenuta nel D.P.R. n. 602/73, ha subito notevoli modifiche ad opera dei Decreti
Legislativi n. 46/99, n. 112/99 e n. 326/99 i quali hanno apportato importanti innovazioni
nella materia.
Il D.L. n. 203/05 ha attuato
un’ulteriore e profonda riforma della riscossione, prevedendo una serie di novità
legislative che comportano un vero e proprio sconvolgimento degli istituti prima
vigenti. Infatti l’art. 3 di tale Decreto Legge, convertito nella legge 2 dicembre
2005 n. 248, reca la riforma del servizio nazionale della riscossione a mezzo ruolo
di cui al D. Lgs. 13 aprile 1999, n. 112.
Il disegno complessivo della
riforma conduce alla nazionalizzazione dello stesso sistema tramite la costituzione,
da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, della società Riscossione s.p.a.,
a maggioranza pubblica incedibile.
A seguito dell’entrata in
vigore della riforma della riscossione tramite ruolo (D. Lgs. 112/99) e delle nuove
norme sulla formazione dei ruoli (D.M. n. 321/99), le minute di ruolo formate dai
vari uffici dell’Ente vengono suddivise in ruoli distinti, a seconda del domicilio
fiscale del contribuente, per ciascuno degli ambiti territoriali in cui operano
gli Agenti della Riscossione.
I ruoli dei singoli Enti,
emessi dal 2000 (c.d.
ruoli post riforma), attualmente in carico ai
103 Agenti potrebbero ammontare a qualche centinaio, per decine di migliaia di articoli
di ruolo.
Da ciò ne consegue, che la
mancanza di adeguata procedura informatica potrebbe aver, verosimilmente, comportato,
nella gestione contabile delle centinaia di riversamenti effettuati annualmente
dai vari Agenti, per errori di imputazione, il mantenimento tra i residui attivi
anche di quote in realtà riscosse e la errata emissione di ordinativi di incasso
di quote effettivamente ancora da riscuotere.
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